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Birra, storia della birra e produzione

A quante persone non piace la birra? Veramente a pochi, sinceramente io non conosco neanche una persona che non apprezza il frizzantio della birra.
E allora mi è venuto in mente perchè non informare come fanno la birra? La sua storia e soprattutto perchè non mi dite qual’è la vostra birra preferita? Io amo molto le doppio malto e le birre rosse.
Ma voi la conoscete la storia della birra? Se si sono felice di potervi dire delle cose in più se no ecco a voi tutto quello che dovete sapere sulla birra!

LA STORIA DELLA BIRRA:

La produzione della birra, è uno dei processi biotecnologici più antichi e la sua origine risale all’incirca al VI secolo a.c. presso i Sumeri.
Non si conosce chi abbia scoperto la tecnologia di produzione della birra. Attualmente la birra, rappresenta una delle bevande alcoliche di maggior consumo.

MATERIE PRIME E MICRORGANISMI:

Essa è una bevanda a bassa gradazione alcolica che si ottiene dalla fermentazione del malto d’orzo, con o senza aggiunta di altri cereali che possono essere grano e riso; il gusto amarognolo viene dato da sostanze aromatiche per luppolamento, con l’aggiunta di luppolo; la materia prima è l’ORZO, ad esso vengono aggiunti riso, luppolo e acqua, al posto del riso possono essere utilizzati grano, mais e avena.
L’orzo deve essere maturo e deve avere una percentuale inferiore del 10%, l’acqua viene aggiunta intorno al 12% della biomassa e deve avere una durezza media con un contenuto salino equilibrato.
Il luppolo che viene utilizzato per la produzione della birra è costituito da infiorescenze femminili che contengono le sostanze aromatizzate; invece, gli altri cereali che vengono utilizzati, hanno il compito di fornire ulteriormente amido che servirà per la saccarificazione.
I microrganismi utilizzati per la produzione industriale della birra, sono lieviti appartenenti al genere SACHAROMYCES.
La fermentazione si divide in fermentazione alta attuata dal S. cervisial e la fermentazione bassa attuata dal S. carlsbergensis.

TRATTAMENTO DELLE MATERIE PRIME:

  • PULIZIA DEL CHICCO D’ORZO: serve per ottenere i chicchi tutti della stessa grandezza;
  • MACERAZIONE: serve per far rigonfiare il chicco d’acqua, per un periodo di 1-2 giorni a 20°C, l’acqua deve essere continuamente cambiata.
  • GERMINAZIONE O MALTATURA: i chicchi macerati vengono posti in germinatoi a griglie in modo da costituire strati di basso spessore e areati, i chicchi vengono tenuti 5 o 12 giorni circa. Vengono mantenuti areati per permettere la rimozione della CO2 che nel frattempo si è formata. In questa fase la radice deve diventare lunga il doppio del chicco. Il chicco è di color verde brillante, malto verde; qui, si devono attivare gli enzimi amilasi (amido) e proteasi (proteine).
  • ESSICCAZIONE E TORREFAZIONE: il malto verde viene disidratato, per azione del calore che varia tra i 40 e i 70°C con una percentuale di umidità del 4%; la radichetta essicca e viene eliminata.
    Solo con l’essiccazione avremo come risultato la BIRRA CHIARA.
    Se il processo viene fatto continuare e fatto arrivare a una temperatura di 105°C, provoca una parziale caramellizzazione degli zuccheri e così otterremo una BIRRA SCURA.
  • PULITURA DEL MALTO: questo processo lo attuiamo per allontanare la radichetta dal malto, ottenendo così l’orzo maltato.
  • AMMOSTAMENTO:questo processo si attua in 3 fasi:
    1- macinazione del malto;
    2- miscelazione dell’acqua;
    3- filtrazione;
  • MACINAZIONE DEL MALTO: il grado di frantumazione e l’integrità o meno delle scorze condizionerà sia la resa in estratto che il processo di filtrazione.
  • MISCELAZIONE: essa avviene con acqua a 50-70°C
    Si solubilizzano molte altre sostanze indicate con il termine “estratto” (sali minerali peptidi, ecc..), abbiamo due alternative che sono:
    1- infusione;
    2- decozione;
    La prima consiste nel riscaldamento della miscela alla temperatura voluta e può avvenire in modo ascendente o discendente: nel primo caso la temperatura d’esercizio è di 60°C viene raggiunta aggiungendo alla miscela, portata preventivamente a 40°C, una determinata quantità di acqua preriscaldata a 80°C, mentre nel secondo caso la miscela, viene subito riscaldata a 80°C e viene raffreddata a 65°C con l’aggiunta di acqua a temperatura più bassa.
    l’ “infuso” viene, quindi, filtrato per eliminare il residuo sospeso e per chiarificare il mosto.
    La seconda consiste nel raffreddamento del mosto con scambiatori a piastre fino alla temperatura di 6°C e filtrato per eliminare i precipitati: quindi vengono inoculati i lieviti per la fermentazione alta e bassa e, tra i 5° e i 10°C viene immesso O2 per attivarne la riproduzione.
    Avviene così una prima fermentazione tumultuosa che dura circa due settimane, al termine della quale la birra viene separata dalle cellule e travasata in recipienti chiusi dove viene fatta stagionare, cioè dove avviene una fermentazione lenta, con mantenimento della CO2.
    Il controllo della pressione relativa alla saturazione dell’anidride carbonica all’interno del liquido viene effettuato attraverso valvole che vengono appositamente tarate.
    La composizione della birra è il risultato di un biochimismo complesso, di cui la fermentazione alcolica rappresenta l’aspetto principale. Accanto a questo processo avvengono altre trasformazioni che coinvolgono tutti i componenti di partenza e che portano alla formazione di alcoli superiori, esteri e acidi organici.
    In conclusione, la birra risulta una miscela di acqua,  alcol etilico, anidride carbonica, alcoli superiori, esteri, acidi organici, vitamine del gruppo B presenti nei lieviti e sostanze amaricanti e aromatizzati.

Bene miei cari vi ho riassunto brevemente come viene fatta la birra una bevanda che viene consumata dalla maggior parte delle persone presenti nel pianeta.
Buona lettura! E scrivetemi qual’è la vostra birra preferita!

 

[DATEMI DELLE IDEE SUI PROSSIMI ARTICOLI DA FARE!]
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Birra, storia della birra e produzione
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Ciao a tutti! Il mio nome è Lucrezia, quello che mi piace di più è condividere con voi le mie ricette e conoscere le vostre per rifarle e gustare con voi, anche se non fisicamente.

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