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Vino, Storia, Produzione e tanto altro

Il vino si può ottenere anche da uve appartenenti ad incroci della Vitis vinifera (La vite comune o vite euroasiatica è un arbusto rampicante della famiglia Vitaceae.È la vite sensu lato coltivata di maggior diffusione, attualmente presente in tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide. In Europa è coltivata nelle regioni centrali e meridionali con altre specie del genere Vitis), con altre specie del genere e da uve di specie di Vitis diverse.
In Italia, per proteggere un prodotto di maggiore qualità, prezzo e valore, non si può commercialmente chiamare “vino” il prodotto di fermentazione di uve che non siano Vitis vinifera. Così il termine, in caso di commercializzazione di fermentati diversi, deve essere omesso. Sistema comune per ovviare a tale divieto è, ad esempio, quello di citare semplicemente il nome della varietà di uva usata, ovviamente senza citare il termine “vino”.
Grazie a questa bevanda si può dar vita anche ad un distillato che, se invecchiato per almeno 12 mesi in legno, prende il nome di brandy.
La qualità e diversità tra vini dipendono strettamente dal vitigno, dal clima, dal terreno, dall’esposizione di questo rispetto alla radiazione solare e dalla coltivazione più o meno accurata della vite stessa.
Da dove deriva la parola “vino”?
La parola “vino” deriva dal latino vīnum.
STORIA:
Nel Valdarno Superiore sono stati ritrovati in depositi di lignite, reperti fossili di tralci di vite risalenti a 2 milioni di anni fa. Diversi ritrovamenti archeologici dimostrano che la Vitis vinifera cresceva spontanea già 300.000 anni fa. Ma studi recenti tendono ad associare i primi degustatori di tale bevanda già al neolitico; si pensa che la scoperta fu casuale e dovuta a fermentazione naturale avvenuta in contenitori dove gli uomini riponevano l’uva.
Nel corso del XX secolo gli archeologi si sono imbattuti casualmente nella più antica giara di vino mai rinvenuta. Nel 1996, infatti, una missione archeologica statunitense, ha scoperto che nel villaggio neolitico di Hajji Firuz Tepe, nella parte settentrionale dell’Iran, una giara di terracotta, della capacità di 9 litri, contenente una sostanza secca proveniente da grappoli d’uva. La notizia, riferita da Corriere Scienza del 15 ottobre 2002, aggiunge che i reperti rinvenuti risalgono al 5100 a.C., quindi a 7000 anni fa, ma gli specialisti affermano che il vino è stato prodotto per la prima volta, forse casualmente, tra 9 e 10000 anni fa nella zona del Caucaso. Sembra infatti che il primo vino sia stato prodotto del tutto per caso per la fermentazione accidentale di uva dimenticata in un recipiente.
È comunque accertato che la produzione su larga scala di vino è iniziata tra il 4100 e il 4000 a.C. datazione inerente ai ritrovamenti della prima casa vinicola trovata nel complesso delle caverne del comune armeno di Areni.
I primi documenti riguardanti la coltivazione della vite risalgono al 1700 a.C., ma è solo con la civiltà egizia che si ha lo sviluppo delle coltivazioni e di conseguenza la produzione del vino.
Ad ogni modo il vino prodotto a quei tempi nell’area del Mediterraneo era molto differente dalla bevanda che conosciamo oggi: a causa delle tecniche di vinificazione e conservazione, il vino risultava essere una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica. Infatti,era necessario allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie per ottenere un sapore più gradevole.
Invece, i popoli celtici già prima del contatto con la romanità producevano vini leggeri e dissetanti e li conservavano in botti di legno invece che nelle giare.
Nel Novecento, inizialmente da parte della Francia, iniziarono ad essere introdotte normative che vanno a regolamentare la produzione (origine controllata, definizione dei territori di produzione, ecc.) che porteranno a un incremento qualitativo nella produzione del vino a scapito della quantità.
ENOLOGIA: STUDIO DEL VINO:
Essa si occupa della viticoltura, della vinificazione, dell’affinamento e della degustazione.Il nome deriva dal greco oinos (vino) e logos (studio).
COMPOSIZIONE CHIMICA DEL VINO:
Dal punto di vista chimico, il vino è una miscela liquida costituita principalmente da acqua e alcol etilico.
Oltre a tali componenti, il vino contiene tantissime altre sostanze, alcune delle quali sono desiderate, in quanto danno un sapore gradevole al vino oppure hanno un effetto positivo sulla salute (ad esempio i polifenoli e le antocianine), mentre altre sostanze sono indesiderate, in quanto danno un sapore sgradevole al vino oppure hanno un effetto negativo sulla salute.
CLASSIFICAZIONE DEI VINI:
I vini possono essere classificati in funzione di diversi aspetti. Di seguito i principali.

nazione e, in subordine, regione/zona di provenienza;
denominazione di origine o indicazione geografica di appartenenza. Si tratta della categoria di differenziazione principale. Un vino (nazionale, europeo, extra europeo che è il caso più frequente) può essere anche “generico” ovvero senza denominazione di origine o indicazione geografica;
tipologia (fermo, frizzante, spumante, passito, liquoroso, novello, e, in subordine, bianco, rosso, rosato);
annata
vitigno da cui provengono le uve o meglio uvaggio visto che le varietà utilizzate possono essere diverse. I vitigni più famosi e diffusi nel mondo internazionali” o sono fra i rossi il Cabernet-sauvignon, il Cabernet franc, il Merlot, il Pinot noir, lo Zinfandel e il Syrah; tra i bianchi il Sauvignon, lo Chardonnay, il Muscat ed il Riesling;
fascia di prezzo;
produttore (cioè la cantina vinicola che ha prodotto il vino) oppure (quando non coincidono) imbottigliatore; nei casi di vini stranieri in etichetta compare anche l’importatore oppure il distributore (nei casi di vini UE);
certificazione (es. vino biologico);
punteggio assegnato dalle guide, piatto/preparazione da abbinare, gradazione alcolica, caratteristiche sensoriali, ecc.
macro classificazione organolettica (giovane/maturo, beverino/impegnativo, leggero/potente, secco/amabile, fruttato/evoluto e tante altre).
Altri fattori molto importanti nella classificazione del vino sono:
convenzionale, biologico, biodinamico, naturale, vegano.
CLASSIFICAZIONE PER TIPOLOGIA:
I vini si differenziano tra loro per il sistema di vinificazione e per le proprietà organolettiche:
colore
profumo
gusto
retrogusto
altri parametri concorrono a definire le caratteristiche di un vino:
alcol
acidità
sapidità
sensazione di astringenza
I vini possono essere differenziati in vini tranquilli, vini frizzanti e spumanti, a seconda del fatto che siano in grado o meno di sprigionare anidride carbonica all’apertura delle bottiglie. Costituisce ulteriore distinzione il contenuto in zuccheri non fermentati del vino.
VINO BIANCO:
viene prodotto con la tecnica della spremitura soffice dell’acino d’uva bianca, in modo da spremerne il succo ed eliminare quindi le bucce. Può essere anche prodotto da uva a bacca nera (ad esempio pinot noir) separando da subito le bucce dal succo, al contrario del processo di vinificazione in rosso, che prevede la macerazione delle bucce per estrarne il colore ed i contenuti.
Gli accoppiamenti ottimali sono con le pietanze a base di pesce, molluschi, crostacei, verdure e carni bianche, ed in generale con piatti di cottura rapida e sughi poco strutturati.
Si serve con una temperatura compresa tra gli 8° e i 14° C.
VINO ROSATO:
si produce utilizzando uve rosse spremute in modo soffice come per il vino bianco ed un veloce contatto con le bucce, da 2 ore fino massimo 36. In questo modo le bucce cedono solo parte del colore al mosto. In alternativa si può usare il metodo del salasso, che consiste nel togliere parte del mosto durante la vinificazione in rosso così da ottenere un vino di colore rosato. È del tutto vietato produrre vini rosati mescolando vino bianco e vino rosso.
Gli accoppiamenti ottimali sono con pietanze gustose a base di pesce, paste asciutte con sughi delicati, salumi leggeri.
Si serve con una temperatura compresa tra i 10° e i 14°C.
VINO ROSSO:
Il vino rosso si presenta all’aspetto di colore rosso in varie tonalità (dal porpora al rubino fino al granato e all’aranciato), e viene prodotto dal mosto fatto macerare sulle bucce, così da estrarre polifenoli e le sostanze coloranti naturalmente presenti su di esse.
Gli accoppiamenti ottimali sono con le carni rosse, la cacciagione, i formaggi, e tutte le pietanze basate su cotture prolungate e sughi strutturati.
Si serve con una temperatura tra i 14° e i 20°C.
METODOLOGIA PRODUTTIVA:
Dal punto di vista delle modalità con le quali si eseguono le lavorazioni ovvero in relazione al ricorso a tecniche e procedimenti per coltivare le viti, ottenere le uve e produrre il vino in termini di impatto sull’ambiente, rispetto della tradizione, aderenza a normative di settore, rispetto di disciplinari o a attenzione a specifiche filosofie e teorie produttive, abbiamo, attualmente:

vini convenzionali;
vini biologici;
vini biodinamici;
vini naturali;
vini vegani.
VINI CONVENZIONALI: Il “vino convenzionale”, è, di fatto, il vino che noi tutti conosciamo. Viene così gergalmente chiamato per differenziarlo dalle altre categorie. Esso rappresenta il vino ottenuto impiegando i sistemi ed i metodi attualmente consentiti dalla legge.
VINI BIOLOGICI: Il vino biologico è la definizione giuridica per tutti quei vini certificati da un organismo di certificazione terzo seguendo le normative comunitarie.
VINI BIODINAMICI: Non esiste, tuttora, dal punto di vista normativo, la definizione di “vino biodinamico”. Il cosiddetto vino biodinamico, o vino prodotto seguendo i dettami dell’agricoltura biodinamica, è un vino prodotto secondo la visione “cosmica” di tipo antroposofica attraverso gli insegnamenti di Rudolf Steiner. Esiste un’associazione mondiale privata di produttori biodinamici, la Demeter, che verifica ed approva il prodotto apponendo il proprio marchio commerciale (vino Demeter/Biodynamic).
VINI NATURALI: Ad oggi non esiste dal punto di vista normativo e legislativo, la definizione di “vino naturale”.

Il vino cosiddetto “naturale” è quello prodotto generalmente da quei piccoli vignaioli che pur aderendo a tutti i principi “naturalistici” dell’agricoltura biologica e di quella biodinamica, non vogliono aderire a regolamenti, certificazioni, ecc. In pratica, non utilizzano prodotti di sintesi o pratiche invasive, ma si sentono un po’ vincolati da requisiti tecnici o filosofici di sorta.
VINI VEGANI: In questa classificazione rientrano tutti quei vini che si sono sottoposti ad un processo di verifica, effettuata da un ente terzo, atta ad indicare che tutti i processi di produzione, agronomici ed enologici, siano stati effettuati non utilizzando qualsiasi prodotto e/o attrezzatura di origine animale.
Questi vini, solitamente, hanno un mercato specifico, ovvero di tutti quei consumatori vegani che desiderano, quindi, un prodotto in assenza totale di sfruttamento animale.
Ci sono tantissime altre cose da dire ma ci stiamo dilungando troppo e direi che è meglio fermarci qua ma per qualsiasi domandi contattatemi e vi risponderò in maniera esaustiva così da togliere dubbi ma anche curiosità.
Buona Lettura miei cari amici lettori!!

Sommario
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Nome ricetta
Vino, Storia, Produzione e tanto altro
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ricettedilulu

ricettedilulu
Ciao a tutti! Il mio nome è Lucrezia, quello che mi piace di più è condividere con voi le mie ricette e conoscere le vostre per rifarle e gustare con voi, anche se non fisicamente.

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